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Cittadini appassionati per un futuro migliore

Il Movimento Patto Civico Lombardia unisce comunità diverse attorno a valori condivisi di giustizia, sostenibilità e partecipazione democratica attiva.

Giustizia Sociale

Diritti e opportunità uguali per tutti, combattendo le disuguaglianze e promuovendo l'inclusione.

Sostenibilità Ambientale

Politiche ecologiche per proteggere il nostro pianeta e preservarlo per le generazioni future.

Innovazione e Partecipazione

Il progresso tecnologico e la democrazia partecipativa come chiavi per un futuro prospero.

Benvenuti nel nostro Movimento!

Siamo un gruppo di cittadini appassionati e determinati a costruire un futuro migliore per tutti. La nostra piattaforma politica e programmatica è basata su valori di giustizia sociale, sostenibilità ambientale e innovazione.

Crediamo fermamente che solo attraverso l'impegno collettivo e la partecipazione attiva possiamo realizzare un cambiamento positivo e duraturo.

Insieme possiamo fare la differenza! Unisciti a noi e contribuisci a costruire un futuro più giusto, sostenibile e prospero per tutti. La tua voce è importante e il tuo impegno può cambiare il mondo.


Le nostre priorità

  • Partecipazione attiva dei cittadini
  • Trasparenza nelle istituzioni
  • Tutela dell'ambiente e della salute
  • Sostegno ai movimenti civici
  • Promozione della cultura civica
  • Riforma delle istituzioni

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La Nostra Storia

Dal 2018 a oggi: la timeline del Movimento.

Michela Palestra

Consigliera Regionale e capogruppo.

Organigramma

Il team che guida il Movimento.

Tesseramento 25/26

Unisciti al Movimento!

Preambolo

Il Movimento Patto Civico Lombardia si trova ad un bivio: continuare sulla strada tracciata o intraprendere un nuovo percorso?

Le sfide che ci attendono sono molteplici e complesse. Anche se il bene delle comunità, ‘la res loci’, rimanga la nostra priorità, la complessità dei problemi che affrontiamo ci spinge a superare i confini del ‘loci’ ovvero dei nostri luoghi. I fattori esterni alle nostre comunità stanno diventando sempre più influenti, modificando e dilatando la percezione del bene comune da perseguire, mentre in parallelo, le dinamiche della politica nazionale continuano a regredire, influenzando negativamente anche le politiche locali dei partiti nazionali.

 La conquista del potere tende a imporsi sulla necessità di cambiare i processi politici e sulla identificazione delle modalità di governo coerenti con le aspettative dei cittadini. La globalizzazione, ricercata o subita, richiede una lettura attenta dei fenomeni e la formulazione di una governabilità coerente, oltre alla valorizzazione di competenze adeguate; tuttavia, tutto ciò, va in contrasto con la consolidata prassi dell’autotutela delle classi dirigenti.

Il confronto e la competizione tra le diversità sono messi in secondo piano dai pregiudizi, lasciando il campo libero ai leader di partito e al loro sottostare alla misurabilità periodica del gradimento popolare. La democrazia non è più un confronto tra progetti compatibili, ma un ring multimediale tra capi. In questo scenario impoverito emergono l’emotività e soprattutto l’indifferenza, un contesto più esposto alla rabbia che alla contestazione. Questo humus favorisce il “me ne frego” del disinteresse, piuttosto che quel “I care” (me ne occupo, ho a cuore) espresso nei suoi paradigmi educativi della scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani. L’azione del civismo si qualifica per questi principi!

Assuefarsi al populismo strisciante, sia esso di destra come di sinistra, considerandoli come aspetti innocui della convivenza sociale e politica, fa correre il rischio di farsi assorbire dalla demagogia, di giustificare il leaderismo, di farsi attrarre dalla semplificazione per sfuggire dalla complessità; adattarvisi significa legittimare la vocazione al sovranismo identitario. Il nostro Paese, da un po’ di tempo ne è pervaso, ma la propensione si sta estendendo in molti Paese d’Europa. Ciascun Paese europeo è troppo piccolo per poter affrontare e difendersi da solo dalle instabilità che stanno irrompendo, così come per analogia lo sono gli ambiti “locali”, per permettersi di isolarsi. Rafforzare la soggettività politica del Patto Civico e dei Movimenti che vi aderiscono e/o che ne condividono missione e finalità, impone di pensare oltre al nostro ‘puzzle di valori’, riproposti in calce al documento, anche a valori che dovrebbero fungere da guida, se si vuole agire da protagonisti attivi nonché provocatori per una diversa declinazione della politica. 

Il consenso che abbiamo ottenuto per la credibilità e la ‘professionalità’ dei suoi protagonisti, è atipico se la si confronta con altre realtà nazionali; lo evidenziano i numeri e la qualità delle presenze nelle istituzioni del civismo milanese e lombardo. Si tratta di un’atipicità non certo determinata da una presuntuosa autoreferenzialità identitaria, ma dal suo particolare essere estranea alla ‘romanizzazione della politica’, ed alla sua riproposizione acritica e quasi mai produttiva, in loco. A ispirarci è una sorta di riproposizione di un ‘modello ambrosiano’ nella declinazione politica, rivolto ad aggregare per favorire e stimolare la convivenza delle intraprendenze: sociali, economiche e culturali che caratterizzano la maggior parte delle grandi comunità urbane della nostra Regione, a partire dalla sua capitale. 

Milano è espressione e capofila di un’area più vasta, quella più permeabile dagli impatti della instabilità geopolitica globale in atto, e lo è anche rispetto a qualsiasi altra comunità nazionale. Ciò impone di ampliare la visione e travalicare il campanile e metabolizzare che il ‘sistema urbano del terzo millennio’ è sempre più esposto al perseguimento dei due imprescindibili principi: sostenibilità e compatibilità, che per essere perseguiti impongono di rivedere per andare oltre, i limiti del rigore burocratico istituzionale ispirato da una concezione a scalare di modello di stato sovranista. I sistemi urbani impattano con le reti di connessioni e interconnessioni di una comunità di fatto più vasta. 

La ’Ambrosianità’, quale riferimento per il civismo lombardo, si ispira a una visone di autonomia sia nei confronti di un governo, alla ricerca di soluzioni pericolosamente pasticciate per rafforzare la propria sovranità, vedasi: premierato, autonomia differenziata, che mirano entrambe a ridurre l’autonomia delle comunità locali, a cui contrapporre, in accordo con il Parlamento Europeo, promuovere la visione di una ‘Europa delle città’, l’unica via possibile se si vuole perseguire la cittadinanza europea che non può essere delegata solo alla diffusione del Programma Erasmus. 

 Condividere questo orizzonte e il relativo coerente impegno non presuppone alcun nuovo modello organizzativo, bensì solo una condivisa convergenza nel progetto e la coerenza nelle declinazioni in ogni contesto. Il dopo elezioni è già cominciato e se ne preannunciano altre nel triennio. L’ambizione del civismo in Lombardia è di agire da pietra angolare del riscatto politico della regione, da troppo tempo consegnatasi alle ‘anime morte’ della decadente partitocrazia lombarda che da più lustri governa la Regione.

Osservando con attenzione lo stato attuale della democrazia, ci rendiamo conto che il suo diffondersi è stato limitato e che sta subendo un’erosione a causa dell’influenza da globalizzazione, da concentrazione del potere, sia pubblico e sia privato, dalla crisi sociale e culturale che stiamo attraversando e subendo, che ha portato alla rinascita dei populismi. 

È necessario agire per invertire questa tendenza e promuovere una democrazia partecipativa e solidale che rispetti gli interessi comuni delle comunità, ripartendo dalle risorse umane dei territori. Crediamo nella forza dei contenuti e del dialogo, nella diversità culturale ed esperienziale presente nella nostra regione. La trasparenza e la condivisione delle informazioni per qualificare le domande delle nostre comunità sono il nostro faro, perché solo rafforzando il senso di responsabilità civica e civile con fondamenta solide possiamo ridurre la sfiducia nelle Istituzioni e incoraggiare una partecipazione informata e inclusiva

 Il Movimento Patto Civico Lombardia nasce da queste premesse, da anime e realtà differenti che hanno deciso di lavorare in sinergia per l’obiettivo comune: ritornare a incidere positivamente nella vita dei cittadini, per stimolare il senso civico di responsabilità, indispensabile vincolo a salvaguardia, sia del bene comune e sia della democrazia.

Manifesto Politico

Principi Fondamentali

  1. Partecipazione Attiva — Ogni membro della comunità ha il diritto e il dovere di partecipare attivamente alla vita politica e sociale, contribuendo alla costruzione di decisioni condivise e alla definizione degli obiettivi comuni.
  2. Solidarietà e Giustizia Sociale — La solidarietà e la giustizia sociale devono essere i principi guida della nostra azione politica, garantendo l'uguaglianza di opportunità e la protezione dei diritti di tutti i cittadini, senza discriminazioni.
  3. Trasparenza e Responsabilità — Le istituzioni devono operare con trasparenza e responsabilità, garantendo l'accesso alle informazioni e rispondendo ai cittadini per le proprie azioni e decisioni.
  4. Sostenibilità Ambientale e Salute — La tutela dell'ambiente e delle risorse naturali è questione essenziale per la nostra sopravvivenza e per il benessere delle future generazioni. Allo stesso modo dobbiamo proteggere la Salute dei cittadini, degli animali e dell'ambiente.
  5. Promozione della Cultura e dell'Istruzione — La cultura e l'istruzione sono fondamentali per lo sviluppo individuale e collettivo. Investire nelle arti, nella cultura e nell'istruzione per prevenire e contrastare gli analfabetismi funzionali e civili.

Obiettivi e Azioni

  1. Coinvolgimento delle Comunità — Promuovere il coinvolgimento attivo delle comunità nella vita politica e sociale, attraverso la creazione di spazi di partecipazione e di dialogo, vera essenza del civismo.
  2. Riforma delle Istituzioni — Riformare le istituzioni per renderle più trasparenti, responsabili e vicine ai cittadini, garantendo la rappresentanza di tutte le fasce della società.
  3. Sostegno ai Movimenti Civici — Sostenere e promuovere i movimenti civici che si impegnano per la difesa dei diritti e degli interessi comuni.
  4. Promozione dell'Educazione Civile — Promuovere l'educazione civica nelle scuole e nella società, per formare cittadini consapevoli e responsabili del proprio ruolo nelle comunità.
  5. Tutela dell'Ambiente e della Salute — Impegno per far adottare politiche e misure concrete per la protezione dell'ambiente e la promozione di uno sviluppo sostenibile. Assoluto impegno per il mantenimento e lo sviluppo di un Sistema Sanitario pubblico, equo, appropriato e adeguato ai bisogni dei cittadini.

Conclusioni

In sintesi, ci impegniamo a promuovere una democrazia partecipativa e solidale, fondata sui principi di partecipazione attiva, solidarietà, trasparenza, responsabilità, sostenibilità e promozione della cultura e dell’istruzione. È attraverso l’impegno e la collaborazione di tutti che potremo costruire una società più giusta, equa e inclusiva per tutti i suoi membri.

Ambiamo ad essere di più di un movimento politico, ambiamo ad essere una forza per stimolare il cambiamento attraverso la coerenza del nostro impegno, lavorando per fungere da ponte tra le esperienze civiche autentiche e le istituzioni, per portare avanti una visione inclusiva e responsabile per il futuro della nostra regione.

Guardiamo avanti con determinazione, consapevoli delle sfide che ci attendono a cominciare dal contrastare le disuguaglianze e la marginalizzazione, facendone priorità e lavorando con impegno per un futuro di equità, solidarietà e prosperità per tutte le comunità in cui siamo coinvolti.

23 OTT 2018

Costituzione del Movimento Lombardi Civici Europeisti

Nasce il movimento con l'obiettivo di unire le realtà civiche lombarde in un'ottica europea e progressista.

6 NOV 2021

Eletto nuovo presidente Valter Andreazza

L'assemblea del Movimento elegge Valter Andreazza come nuovo presidente, rinnovando la guida del Movimento.

21 NOV 2022

Candidatura Majorino

Il Movimento decide di sostenere la candidatura di Pierfrancesco Majorino alla presidenza della Regione Lombardia nella coalizione di centro sinistra e rinnova la fiducia al presidente Andreazza.

19 LUG 2023

Movimento Patto Civico Lombardia

L'assemblea approva la modifica statutaria con il cambio della denominazione in Movimento Patto Civico Lombardia e la modifica dell'assetto organizzativo, configurando il Movimento in un soggetto politico duraturo inserito nel contesto della politica regionale lombarda.

19 FEB 2024

Valter Andreazza eletto Segretario Politico del Movimento

Il nuovo assetto organizzativo si consolida con l'elezione di Andreazza come Segretario Politico.

13 APR 2024

Piattaforma Politica Programmatica 2024/2027

L'assemblea approva la Piattaforma Politica Programmatica per il triennio 2024/2027, definendo gli obiettivi e le priorità del Movimento per i prossimi anni.


Michela Palestra

Sono nata a Milano nel 1973 e vivo ad Arese.

Laureata al Politecnico in Ingegneria meccanica, sono sposata con Massimo e mamma di Tommaso, Jacopo e Lorenzo.

Da sempre impegnata nell'associazionismo e nel mondo della scuola.

Nel 2013 vinco le primarie da candidata civica e divento Sindaca di Arese al primo turno e vengo confermata nel 2018, ancora al primo turno. Sono Consigliera della Città Metropolitana di Milano dal 2014 e nel 2015 vengo nominata Presidente del Parco Agricolo Sud Milano. Nel 2020 ho avuto anche la delega all'Ambiente.

Nel dicembre 2021 divento Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano con delega alla Pianificazione Territoriale.

Da dieci anni esercito con impegno e dedizione il ruolo di Sindaca. Grazie al supporto di una squadra e di un'alleanza forti, abbiamo cambiato profondamente il volto della nostra città, con investimenti e progetti per le nostre scuole, per l'ambiente, per tutta la nostra comunità.

Nel 2023 ho accettato la sfida per le elezioni regionali con la lista Patto Civico per Majorino Presidente e attualmente ricopro il ruolo di Consigliera Regionale, nonché capogruppo, e Segretaria della Commissione Ambiente. Sostenibilità, sanità, trasporti e casa sono i principali dossier che seguo.

Newsletter — Qui Regione con Michela

Aggiornamenti periodici sull'attività in Consiglio Regionale:

Michela Palestra
Michela Palestra
Consigliera Regionale
Francesca Ulivi
Francesca Ulivi
Vice Segretaria
Davide Giustina
Davide Giustina
Vice Segretario
Andrea Arosio
Andrea Arosio
Tesoriere
Lorenzo Fiorelli
Lorenzo Fiorelli
Resp. Organizzativo
Beppe Merlo
Beppe Merlo
Presidente Assemblea

Art. 1 – Denominazione

È costituita l'Associazione denominata "MOVIMENTO PATTO CIVICO LOMBARDIA".

Art. 2 – Durata

L'Associazione ha durata illimitata.

Art. 3 – Oggetto, principi ispiratori ed inquadramento giuridico

L'Associazione non ha fini di lucro neppure indiretto e si propone di svolgere attività di utilità sociale a favore degli associati e di terzi nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

L'Associazione ispira la propria azione:

  • Ai principi della Costituzione della Repubblica Italiana ed in particolare all'obiettivo di promuovere il bene comune in una logica di legalità e trasparenza amministrativa, di efficiente gestione delle risorse collettive, di attiva tutela dell'ambiente, di fattiva solidarietà sociale e di promozione dei valori culturali;
  • Ai principi della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea sanciti nella Carta di Nizza.

L'Associazione vuole contribuire al miglioramento della qualità di vita dei cittadini della Lombardia; ne incoraggia la partecipazione attiva della vita politica, secondo modalità autonome ma complementari rispetto a quelle dei partiti politici, sia attraverso la piena valorizzazione delle autonomie locali, a partire dai Comuni, sia attraverso la diretta assunzione di responsabilità nella soluzione di problemi collettivi.

A tal fine l'Associazione opera per:

  • Promuovere il senso civico di appartenenza alla comunità Territoriale ed alla comunità Europea per la valorizzazione delle autonomie dei territori della Lombardia in uno spirito di sussidiarietà.
  • Promuovere la valorizzazione delle Comunità nel rispetto del bene comune in una logica di legalità e trasparenza amministrativa, di efficiente gestione di utilizzo delle risorse collettive, nel rispetto dell'ambiente, della solidarietà sociale e della promozione dei valori morali del civismo e in uno spirito di apertura interculturale.
  • Sostenere le esperienze delle liste civiche già esistenti nel territorio di Regione Lombardia, promuovendo e sostenendo l'impegno civico oltre che politico dei cittadini, affinché nel tempo, possa favorire la nascita di nuove liste civiche impegnate sui temi di rilevanza sociale, capaci di agire in autonomia ed in possibile collegamento con i partiti politici tradizionali e con le amministrazioni locali.
  • Sostenere la creazione di reti di collaborazione collegate e collegabili in reti territoriali provinciali che consentano di confluire verso una rete regionale capace di raccogliere le informazioni sulle esigenze delle comunità, da veicolare ai consiglieri regionali di riferimento dell'associazione per un'azione coordinata e propositiva.
  • Coinvolgere le Liste Civiche già presenti sul territorio che si ispirano ai medesimi principi e valori dell'Associazione.
  • Promuovere, organizzare, presentare e sostenere Liste Civiche in occasione di consultazioni elettorali ad ogni livello.
  • Creare un sistema informativo dedicato di supporto alle realtà esistenti e/o in fase di costituzione nel territorio della Regione Lombardia.
  • Creare reti di prossimità tra realtà civiche anche esterne all'ambito regionale lombardo per l'interscambio e condivisione delle esperienze e delle buone prassi.
  • Promuovere ed organizzare eventi, momenti di aggregazione, attività di formazione e ricerca, iniziative editoriali, convegni, mostre, manifestazioni pubbliche e raccolta fondi.
  • Sostenere le modifiche di riforma elettorale ed istituzionale indirizzate a valorizzare contemporaneamente le autonomie locali, l'unità nazionale e la governabilità ai diversi livelli.

L'Associazione fonda la propria azione sui principi di partecipazione, trasparenza e collegialità delle decisioni, nel rispetto delle pari opportunità.

Art. 4 – Sede

L'Associazione ha sede in Largo Foro Bonaparte a Milano. Il Consiglio Generale con sua deliberazione può trasferire la sede senza che tale variazione costituisca modifica statutaria.

Art. 5 – Patrimonio

Il patrimonio è formato da:

  1. Dai versamenti dei Soci Fondatori;
  2. Dalle quote sociali ed eventuali contributi volontari degli associati;
  3. Dai contributi di Enti ed altre persone fisiche e giuridiche;
  4. Da eventuali donazioni, erogazioni e lasciti;
  5. Da eventuali entrate derivanti da attività istituzionali o direttamente connesse.

Art. 6 – Soci

Possono aderire all'Associazione tutti i cittadini sia in forma individuale sia organizzata, che ne condividano le finalità istituzionali e gli scopi associativi senza alcuna discriminazione di genere, lingua, nazionalità e religione.

I Soci dell'Associazione si distinguono in:

  • Soci Ordinari — cittadini ed i soggetti aggregati in Associazioni, Liste, Comitati, ammessi a seguito di espressa domanda e successiva accettazione da parte del Consiglio Generale.
  • Soci Onorari — coloro che vengono indicati e riconosciuti dal Consiglio Generale come personalità rappresentanti del civismo lombardo e simbolo di alti contenuti valoriali.

I Soci hanno tutti gli stessi diritti, possono partecipare alle iniziative dell'Associazione, intervenire alle Assemblee ordinarie e straordinarie e, purché maggiorenni, possono essere eletti alle cariche associative.

Art. 7 – Quota Sociale

I Soci Ordinari sono obbligati al versamento della quota annuale nella misura stabilita dal Consiglio Generale. Ove in regola con tale versamento, partecipano con pieno diritto e con voto deliberativo all'Assemblea.

Art. 8 – Decadenza dei soci

I soci cessano di appartenere all'Associazione per recesso o esclusione. Il recesso si verifica quando il socio presenti formale dichiarazione di dimissioni al Consiglio Generale. L'esclusione è disposta dal Consiglio Generale quando il socio sia incorso in inadempienze degli obblighi derivanti dal presente statuto o quando siano intervenuti gravi motivi. Il socio che risulti moroso nel pagamento della quota annuale decade.

Art. 9 – Organi dell'Associazione

Sono organi dell'Associazione:

  • L'Assemblea dei Soci;
  • Il Consiglio Generale;
  • Il Segretario Politico;
  • La Segreteria Generale;
  • Il Presidente del Movimento;
  • Il Vice Segretario o i Vice Segretari;
  • Il Tesoriere;
  • Il Collegio dei Garanti;
  • Eventualmente il Collegio dei Revisori dei Conti.

Art. 10 – Assemblea

L'Assemblea è la riunione in forma collegiale dei soci ed è il primo organo deliberativo dell'Associazione. È convocata in sessioni ordinarie e straordinarie e ad essa sono demandate le decisioni concernenti le attività necessarie per il conseguimento delle finalità sociali.

Art. 11 – Compiti dell'Assemblea

L'Assemblea riunita in via ordinaria: nomina il proprio Presidente; approva il rendiconto economico e finanziario; delibera sugli indirizzi generali dell'Associazione; nomina il Consiglio Generale e il Collegio dei Garanti.

L'Assemblea è convocata in via straordinaria per approvare modifiche dello statuto, per deliberare lo scioglimento dell'Associazione, o quando il Consiglio Generale lo ritenga opportuno.

Art. 12 – Riunione e costituzione dell'Assemblea

L'Assemblea è convocata dal Presidente o dal Consiglio Generale e deve riunirsi in sede ordinaria almeno una volta all'anno per l'approvazione del Bilancio Sociale. La convocazione deve avvenire almeno otto giorni prima mediante comunicazione a mezzo posta ordinaria, elettronica, fax, telegramma o piattaforma digitale.

Ogni partecipante con voto deliberativo ha diritto ad un solo voto (due per le Associazioni). Il Socio può farsi rappresentare da altro socio con delega scritta; ogni socio non può essere portatore di più di 3 deleghe.

L'Assemblea è validamente costituita, in prima convocazione, quando siano presenti la metà dei soci aventi diritto di voto; in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti. Le delibere sono approvate a maggioranza semplice, eccetto le modifiche dello Statuto (metà dei voti) e lo scioglimento (due terzi dei voti).

Art. 13 – Il Consiglio Generale

Il Consiglio Generale è formato da 15 a 30 membri (in numero dispari), tra cui il Segretario Politico, il/i Vice Segretario/i ed il Tesoriere. I Consiglieri sono eletti dall'Assemblea tra i soci e durano in carica tre anni, rieleggibili per non più di due volte.

Il Consiglio: nomina il Segretario Politico, il/i Vice Segretario/i ed il Tesoriere; attua le deliberazioni dell'Assemblea; delibera sulle domande di ammissione dei soci; determina le quote associative; adotta i provvedimenti di esclusione.

Art. 14 – Il Segretario Politico

Il Segretario Politico ha la rappresentanza legale e politica del Movimento, ne esprime l'indirizzo politico sulla base della piattaforma approvata al momento della sua elezione. È titolare e responsabile del simbolo del Movimento. È rieleggibile per non più di due mandati consecutivi.

Art. 15 – La Segreteria Generale

La Segreteria Generale è l'organo collegiale che collabora con il Segretario Politico ed ha funzioni esecutive. Può essere formata da un massimo di 7 componenti oltre al Segretario Politico, che la nomina e ne dà comunicazione al Consiglio Generale.

Art. 16 – Tesoriere

Il Tesoriere è eletto dal Consiglio Generale tra i suoi membri, è rieleggibile per non più di due mandati consecutivi. Gestisce e tutela il patrimonio dell'Associazione e collabora nella predisposizione del Bilancio sociale.

Art. 17 – Collegio dei Garanti

Il Collegio dei Garanti, nominato dall'Assemblea, è composto da tre membri eletti tra i Soci Ordinari ed Onorari. Contribuisce alla tutela dei principi ispiratori dell'Associazione, ha funzioni disciplinari, esperisce tentativi di conciliazione e formula proposte per il superamento di eventuali conflitti tra gli Organi. I componenti non possono ricoprire altri incarichi all'interno dell'Associazione.

Art. 18 – Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori dei Conti, eventualmente nominato dall'Assemblea, ha il compito di controllare la corretta gestione amministrativa. È composto da tre membri eletti dall'Assemblea e dura in carica tre anni. Il Presidente del Collegio deve essere scelto tra gli iscritti al Registro dei revisori legali.

Art. 19 – Decadenza degli organi associativi

I titolari degli organi associativi decadono per dimissioni, per revoca (quando non abbiano espletato l'attività associativa o per gravi motivi) o a seguito di incompatibilità. La revoca e la decadenza vengono deliberate dall'Assemblea dei soci, sentito il parere del Collegio dei Garanti.

Art. 20 – Bilancio sociale

L'esercizio sociale inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno. Entro quattro mesi il Consiglio Direttivo sottoporrà all'Assemblea il bilancio consuntivo relativo all'anno precedente. Gli eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali.

Art. 21 – Scioglimento

L'Associazione si estingue secondo le modalità di cui all'art. 27 del CC: quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi; quando lo scopo è stato raggiunto o è diventato impossibile; quando tutti gli associati sono venuti a mancare. In caso di scioglimento, il patrimonio verrà devoluto ad altra/e Associazione/i con finalità analoghe o ai fini di utilità sociale.

Art. 22 – Norme finali

I Soci prima di adire la giustizia ordinaria per tutte le controversie nei confronti degli Organi Sociali e dei Soci stessi, si impegnano a sottoporre la questione al Collegio dei Garanti. Per tutto quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle norme del Codice Civile ed alle leggi in materia.

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Documento di posizionamento sul Progetto di Legge Regionale 150 "Disposizioni in materia di insediamento di centri dati" — presentato con 10 emendamenti al Consiglio Regionale della Lombardia dal Gruppo Consiliare Patto Civico, a firma di Michela Palestra.

Considerazioni generali

La rapidissima crescita del settore dei data center in Italia impone con urgenza l'apertura di una stagione regolatoria seria, strutturata e lungimirante. Non siamo di fronte a un fenomeno marginale o temporaneo, ma a una trasformazione profonda del modello produttivo e territoriale, che rischia di svilupparsi in assenza di un quadro normativo adeguato e coerente. Il pericolo concreto è quello di ripetere errori già visti in altri ambiti — come quello della logistica — dove l'assenza iniziale di regole ha prodotto uno sviluppo disordinato, guidato più dalle opportunità di mercato che da una reale pianificazione pubblica.

Siamo in una fase transitoria caratterizzata da una vera e propria corsa agli insediamenti, favorita dall'incertezza normativa. Gli operatori — spesso grandi player internazionali con enorme capacità finanziaria e contrattuale — si muovono in anticipo rispetto alla politica, sfruttando le lacune regolatorie. Il risultato è che le istituzioni, anziché governare il fenomeno, si trovano a rincorrerlo.

In questo quadro, i Comuni rischiano di essere lasciati completamente soli: senza una legge chiara, strumenti uniformi e criteri condivisi, sono gli enti locali a doversi confrontare direttamente con soggetti che hanno dimensioni, competenze e risorse incomparabili — un rapporto asimmetrico nel quale diventa difficile tutelare pienamente l'interesse pubblico, la qualità del territorio e la sostenibilità degli interventi.

A questo si aggiunge un limite evidente nell'approccio adottato finora da Regione Lombardia, che appare più orientato a una produzione normativa frammentata che alla costruzione di un quadro strategico unitario. La presenza di più progetti di legge non sempre coordinati restituisce l'immagine di un intervento parcellizzato, che fatica a tenere insieme i nodi centrali: governo del territorio, consumo di suolo, sostenibilità ambientale ed energetica, ruolo degli enti locali.

La nostra posizione

La nostra posizione è chiara: non siamo contrari allo sviluppo dei data center, ma riteniamo che esso debba essere governato, non subito. Serve una normativa più coraggiosa, più coerente e più attenta all'interesse pubblico, capace di tenere insieme attrattività economica, tutela ambientale e ruolo dei territori.

🏭

Solo su suolo consumato

I data center devono insediarsi esclusivamente su suolo già impermeabilizzato. Distanza minima di 500m dalle aree protette e 200m dai centri abitati.

🌿

Compensazioni ecologiche

Le compensazioni devono essere di carattere ecologico, uniformi a livello regionale, basate sugli impatti cumulativi reali e con dimensione sovracomunale.

🔍

VIA completa e preventiva

La Valutazione di Impatto Ambientale deve coprire tutti gli aspetti — idrico, energetico, emissioni, calore, acustico — incluse le opere connesse. L'autorizzazione avviene solo al termine della VIA positiva.

🏦

Garanzie per la dismissione

Piano di dismissione obbligatorio fin dall'inizio, con fideiussione adeguata. I costi di ripristino non devono ricadere sulla collettività.

I 10 emendamenti presentati

Il Gruppo Consiliare Patto Civico, a firma della consigliera Michela Palestra, ha presentato i seguenti emendamenti al PDL 150:

Emendamento N. 1 — Art. 1

Sedimi industriali dismessi. Introdotto esplicitamente la promozione dell'insediamento nei sedimi industriali dismessi, come leva per politiche di rigenerazione urbana e territoriale.

Emendamento N. 2 — Art. 2

Eliminazione del riferimento alle aree contaminate. La definizione vigente (L. 152/2006) potrebbe includere aree agricole con coltivazione intensiva, consentendo implicitamente l'uso di suolo agricolo per i data center.

Emendamento N. 3 — Art. 2

Energia rinnovabile locale. L'energia rinnovabile utilizzata dai data center deve essere prodotta, ove possibile, su coperture e superfici artificiali ubicate nella prossimità dell'impianto.

Emendamento N. 4 — Art. 3

VIA obbligatoria e completa. Tutti gli interventi di realizzazione o ampliamento sono soggetti a VIA, con valutazione degli impatti cumulativi su suolo, risorse idriche, rete energetica, emissioni climalteranti, dispersione termica e opere connesse. L'autorizzazione avviene solo al termine della procedura positiva.

Emendamento N. 5 — Art. 4

Divieto assoluto su suolo agricolo. Non sono consentiti insediamenti in aree che prevedono consumo di suolo agricolo nello stato di fatto. I data center possono insediarsi solo nelle aree dismesse, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate individuate dai Comuni.

Emendamento N. 6 — Art. 4

Compensazioni ecologiche uniformi. Le misure compensative devono avere esplicitamente carattere ecologico, essere uniformi a livello regionale, omogenee nei metodi di calcolo e basate sugli impatti cumulativi reali, con valutazione dell'impatto sovracomunale.

Emendamento N. 7 — Art. 4

Piano di dismissione e fideiussione. Fin dall'autorizzazione devono essere definite le modalità di dismissione con obbligo di garanzia fideiussoria a carico del proponente, per evitare che i costi di ripristino ricadano sui Comuni.

Emendamento N. 8 — Art. 4

Distanze minime obbligatorie. Non sono consentiti insediamenti a meno di 200 metri dai centri urbani e a meno di 500 metri dal confine delle aree protette regionali (L.R. 86/1983).

Emendamento N. 9 — Art. 5

Commissario ad acta. La Regione, le Province e la Città Metropolitana di Milano possono effettuare verifiche sulla reale corrispondenza tra atti e stato dei luoghi, con possibilità di nominare un commissario ad acta in caso di difformità.

Emendamento N. 10 — Art. 7

Cabina di regia indipendente. Eliminata la presenza di Terna (gestore privato delle reti elettriche) dalla cabina di regia, che deve essere composta esclusivamente da soggetti pubblici per garantirne la piena indipendenza.

Gli emendamenti presentati in commissione saranno seguiti da ulteriori approfondimenti in aula con la presentazione di emendamenti aggiuntivi e ordini del giorno.

Michela Palestra, Consigliera Regionale e Capogruppo Patto Civico — Milano, 9 aprile 2026